Avere un passato, non significa che non ti meriti un futuro!
Ci sono state stagioni nella mia vita, in cui ho pensato e ripensato agli errori commessi e alle possibilità bruciate (relazioni, figli e famiglia, lavoro, finanze e missione).
Il peso del rimorso e del disappunto è stato schiacciante.
Fino a credere segretamente che tutto fosse perduto.
Che non ci fossero più speranze per me.
Iniziare finalmente una vera relazione con Dio, fortificarla, dapprima privatamente e in seguito apertamente (non perché ci fosse qualcosa da nascondere, ma perché sono passaggi così intimi e delicati, che necessitano di privacy e non di likes), mi ha fatto comprendere che avevo sofferto per nulla. Che, anzi, Lui aveva sempre avuto una visione per me. E il mio passato non l’aveva cambiata.
Ho anche scoperto che:
Credeva di me cose molto migliori di quelle che credevo io o coloro vicini a me.
Che il mio futuro dipende da Lui molto più di quanto non dipenda da me e da altri. Quindi vale la pena che gli affidi il mio passato e mi affidi per il mio futuro.
Che avere un passato non significa, che non merito di avere un futuro radioso.
È stata una liberazione!
Per Dio, infatti, avere fatto degli errori non significa, che TU sei un errore e che il tuo valore dipende da essi. E non cambia affatto come Lui vede il tuo futuro.
E se tu pensi che i tuoi errori ti definiscono, ascoltami bene, perché ho qualcosa da dirti.
Dio pensa in antitesi con il metro di giudizio del mondo che appiccica etichette, in base anche solo ad un evento passato.
Ne sai qualcosa anche tu?
Avere un passato non significa dover accettare la visione, che altri hanno di noi o lasciare che sminuiscano la nostra vita.
Accettare che la visione di Dio su di te non è influenzata dal tuo passato cambia le carte in tavola.
Ti restituisce il futuro e il tuo vero destino.
Se sei stata in una relazione di abuso fisico o emozionale, non significa che non sei degna di una relazione sana.
Gli errori hanno creato una falsa identità con cui potremmo esserci identificate. Il nemico, infatti capiltalizza questi errori e li usa contro di noi.
Ci sussurra frasi del tipo “ perché continui a sperare che un giorno sia diverso, visto che ricadi sempre nelle stesse dinamiche/relazioni/situazioni?
Al diavolo, avendo risorse limitate rispetto a Dio, basta neutralizzarci, mantenendoci in uno stato di vergogna, giogo e restringimento del nostro vero potenziale (che lui conosce meglio di noi e deve bloccare!!). In questo modo passeremo ai nostri figli paura, anziché testimonianza e fede nelle promesse divine, e questo limiterà anche il loro destino.
Per anni il nemico mi ha sussurrato che ero nel matrimonio sbagliato e che dovevo uscirne, se ero davvero una donna di valore (Il 70% dei divorzi è iniziato dalle donne, per amore di se stesse…)
Ezio ed io abbiamo avuto stagioni davvero difficili. Ma abbiamo lottato, non per uscire dal matrimonio, ma per restaci dentro.
E quel matrimonio si sta rivelando, invece, quello adatto a noi.
Conosci la storia di Abramo e Sara?
Vagavano nel deserto. Dopo tanti anni di matrimonio non avevano avuto figli, perché lei era sterile.
Era cosi disperata che propose alla sua domestica di dormire con suo marito ed avere un figlio da lui (Ismaele), salvo pentirsi dell’errore subito dopo e picchiare la donna, che si vantava di essere rimasta incinta.
Poi un bel giorno Dio disse ad Abramo che avrebbe avuto un figlio da Sarai
Genesi 17:15-17 e 17:21 LND estratto da Bible Gateway
Poi DIO disse ad Abrahamo: «Quanto a Sarai tua moglie non la chiamare piú Sarai, ma il suo nome, sarà Sara.
16 E io la benedirò e da lei ti darò pure un figlio; sì, io la benedirò ed ella diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei».
17 Allora Abrahamo si prostrò con la faccia a terra e rise; e disse in cuor suo: «Nascerà forse un figlio a un uomo di cento anni? E partorirà Sara che ha novant'anni?».
Quindi Abrahamo disse a DIO: « possa Ismaele vivere davanti a te!».
19 Ma DIO rispose: «No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figlio, e tu lo chiamerai Isacco; e io stabilirò il mio patto con lui, come un patto eterno con la sua discendenza dopo di lui.
21 Ma il mio patto lo stabilirò con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l'anno prossimo».
Abramo trova addirittura divertente la visione di Dio per lui e Sara e non la racconta alla moglie. Le tace anche che Lui le aveva cambiato il nome da Sarai (nome maschile) in Sara (nome femminile) e che da lei sarebbero usciti re e nazioni…
Non ci credeva…
Nella Genesi 18: 1-15 Dio ritorna da Abramo e gli rinnova la promessa che in un anno sua moglie avrebbe avuto un figlio. Sara, origliando da dietro la tenda, ride, perché non ritiene possibile, cosa Dio promette succederà da lì ad un anno.
Sara era così abituata alla delusione, che sperare di nuovo era doloroso.
Abramo tuttavia si sottomise alla volontà di Dio e nacque Isacco con tutta la sua discendenza.
E allora: ti chiedo:
Che cosa servirebbe a te, amica mia, per credere che tra un anno da adesso, tutto potrà essere diverso nella tua vita?
Saresti cosi abituata alla vecchia identità che rideresti anche tu della Sua visione per te?
Crederesti che ci sia qualcosa di troppo improbabile, anche per Lui, o che tu sei un caso disperato anche per Dio?
Tra un anno da oggi, tutto potrebbe essere uguale, con te che racconti la storia che non sei nessuno, che è troppo tardi, ed hai fallito tante volte, oppure tu potresti credere a Dio, alla sua visione per te, sperare e sognare ancora…
Tu che cosa fai?
Lo sai che -a volte- siamo così attaccate alla nostra identità attuale, che scatta l’orgoglio di voler aver ragione e di saperne più di Dio su di noi? Lo so bene. È cosa è successo e tenta di succedere a me e a tante altre donne.
Questo è il momento in cui …
Dio ci chiama fuori dal vittimismo e orgoglio mal risposto.
Fuori dalla vergogna e dalla falsa umiltà (se credo che non sono nessuno, non sono umile, ma sto affermando che Dio, che mi ha creata a sua immagine e somiglianza, è niente!).
Fuori dal nostro passato, dalla mancanza di speranza.
Fuori da una vita con frutti piccoli e scarsi. Fuori dalle offese fatte e ricevute.
Fuori dal nostro voler affrontare le situazioni a modo nostro, peggiorando invece di risolvere (Come Sara, che chiede al marito di avere un figlio con la sua domestica, pentendosi subito dopo)
Fuori dal nostro dirgli “ NO QUESTO NON LO SO FARE. SONO TROPPO VECCHIA. NON SONO QUALIFICATA. MA CHI SONO IO PER…”
Il perdono di altri e noi stesse è un passaggio di liberazione cruciale!
In che modo gli errori del passato ti hanno portato a tirarti indietro di fronte alla visione di Dio per la tua vita?
Come sarebbe ricevere da Lui una nuova identità?
Dio ha un PIANO per te. Il nemico ( il diavolo) ha invece uno SCHEMA per riportarti al passato ancora e ancora.
Ogni giorno, con ogni decisione che prendi, permetti uno o l’altro.
Se siamo troppo abituate allo scoraggiamento e alla frustrazione, abbiamo paura di sperare ancora.
Invece la speranza è l’ancora. La fede è la sostanza di cose sperate (della visione), prima che siamo visibili qui nel regno di sotto.
Abbiamo bisogno di sognare ancora, ma non i nostri sogni che costruiamo con le nostre forze e per il nostro prestigio (Quelli li hai già fatti. Molti non erano quelli giusti per te), ma i Suoi sogni. Quelli per il suo Regno (di cui, tra l’altro, noi abbiamo ricevuto le chiavi)
Spunti concreti e pronti da azionare
Chiedi a Dio quale piano ha per te. Qual’è la sua visione. Quale eredità del tuo passaggio lascerai e poi lascia che sia …
Ti risponderà.
Lui farà l’upgrade della tua identità e tu farai la tua parte un passo per volta.
Quando pensi qualcosa di te, che ti restringe e ti sminuisce chiediti: “ Lo vorrei credere di mia figlia/ nipote? Le direi che, poiché ha fatto tanti errori, non si merita un futuro radioso, un matrimonio felice e una vita prospera?” Non glielo diresti mai, vero?
Vuoi che Dio, che è un padre un milione di volte più magnanimo e paziente di te, creda che tu non ti meriti una vita sana e prospera?
I nostri figli ereditano o le promesse di Dio, o le nostre paure». Che cosa stai tramandando alla prossima generazione: promesse o dolore? In che direzione stanno andando le tue scelte quotidiane?
ATTIVAZIONE: Tre spunti per pregare Dio ( se non sai da dove partire per pregare comincia da qui)
UPGRADE DELLA IDENTITÀ : "Signore, aiutami a vedermi come Tu mi vedi: amata e degna. Spezza le catene della vergogna per il mio passato. Mostrami le bugie che sto credendo su di me e rinnova la mia mente con la Tua verità."
ATTIVAZIONE DELLA SPERANZA "Signore, ho avuto paura di sperare. Donami la fede per credere che Tu puoi fare cosa io non potrei mai immaginare. Restituiscimi la capacità di sognare con Te."
LIBERAZIONE GENERAZIONALE: "Dio, spezza ogni ciclo di vergogna e paura nella mia famiglia. Fa' di me colei che ristabilisce la Tua libertà, la Tua speranza e le Tue premesse per la prossima generazione e quelle a venire."
Conclusioni e miglio extra.
Dio pensa in termini di eredità da lasciare e non a breve termine.
Solo noi (e il nemico) pensiamo in termini di passato.
Senza l’Upgrade dell’identità e la tua speranza nel futuro, non ti muovi di un passo.
Dio pensa a cosa tu puoi fare nel lungo periodo e a cosa avverrà -attraverso te- ai tuoi figli, nipoti e a quelli che saranno influenzati attraverso te direttamente e non)
Misura la nostra obbedienza a lungo termine e non la disobbedienza a breve termine (il suo breve termine, qui nel regno di sotto, possono essere decenni) e i nostri errori sulla strada.
NON RILEVA COME HAI COMINCIATO, MA COME FINISCI. E TU PUOI FINIRE BENE!
Ma devi smettere di star seduta su quel passato e iniziare a correre verso il futuro che Dio ha per te…
Accetti l’invito?
Ti sono risuonate le parole di oggi?
Mi auguro che queste parole ti diano spunti di riflessione, ti facciano venire voglia di leggere le scritture e riportino in te la speranza nel futuro. Perché il meglio deve ancora venire!
Fammi sapere cosa è emerso qui per te e le tue considerazioni.
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