Dialogo con chi adesso è puro spirito. PARTE PRIMA : cosa gli diresti tu ?

Quando ero bambina mi ricordo che il giorno dei morti era sempre una giornata un po’ triste , cioè una giornata dove bisognava essere tristi perché si ricordavano i morti. C’è voluto molto lavoro su di me per togliermi di dosso questa credenza così limitante su cosa sia questo Universo di cui tu ed io facciamo parte. In un libro di Eckhart Tolle sono riportate delle parole che vengono attribuite ad un antico poeta egizio. Queste parole sintetizzano cosa voglio dirti proprio oggi, anche se vanno bene tutti i giorni dell’anno. te ne parafraso un paio di passi.

Nessuno muore se non in apparenza, così come nessuno nasce per davvero, perché in quel momento ( quello della nascita) la coscienza sta passando dallo spirito alla materia.. Quando una persona muore invece la sua anima sta passando dalla materia al puro Spirito. La nostra esistenza non nasce e non muore. Il concetto di non esistenza semplicemente non esiste. Esiste la trasformazione, la trasmutazione. E’ un errore limitante dire che una persona esiste, se la vediamo con gli occhi e non esiste se non possiamo più percepirla con i sensi canonici ( aka quelli fisici).

Allo stesso modo io ho messo al mondo mia figlia Emma, ma non l’ho creata. Lei esisteva già prima. Il mio lavoro è stato quello di favorire il suo passaggio dallo spirito alla materia e di garantire la sua sopravvivenza nei primi anni di vita.

Quindi se ogni persona, ogni animale e ogni cosa e’ essenza divina, la divina essenza non muore, semplicemente si ritira dalla forma fisica per ritornare al puro spirito, che è poi o stato naturale della divina essenza. Chi non c’è più ha cambiato posto, ma non ha cambiato la sua natura… divina! Se oggi potessi dire a chi non è più qui nel corpo ( persona o animale ) qualcosa sapendo che può ascoltarti e non è assolutamente troppo tardi, cosa gli diresti? Beh , allora cosa aspetti diglielo! e dopo che glielo hai detto chiedigli di darti un segno che ha ascoltato nelle 24 ore successive.

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Mariacristina Cardillo